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12 Spunti per Cambiare le Credenze

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12 Spunti per Cambiare le Credenze

? Cambiare le credenze del paziente in riabilitazione: strategie pratiche per il clinico

Negli ultimi 10–15 anni, la riabilitazione ha assistito a un cambiamento profondo: non basta più trattare il tessuto, è necessario lavorare anche sulle credenze del paziente.

Grazie al contributo di clinici e ricercatori come Peter O’Sullivan e Kieran O’Sullivan, oggi sappiamo che convinzioni, aspettative e comportamenti possono influenzare in modo determinante l’andamento del dolore e della disabilità.

Si tratta di un’area complessa, a metà strada tra riabilitazione e psicologia, ma fondamentale per il progresso di molti pazienti.

In questo articolo esploriamo strategie concrete e applicabili per facilitare il cambiamento delle credenze nella pratica clinica quotidiana.


 

? Accettare che il cambiamento delle credenze è difficile

Il cambiamento delle convinzioni può andare:

  • da interventi semplici (es. rassicurare che muoversi non è pericoloso)

  • a trasformazioni profonde di credenze rigide e radicate sul corpo e sul dolore

Spesso queste convinzioni:

  • non riflettono i sintomi reali

  • non sono coerenti con l’esame obiettivo

  • resistono anche a numerosi pareri professionali

Un punto chiave da ricordare è che non trattiamo una schiena, un ginocchio o una spalla, ma una persona ?

Ogni paziente porta con sé:

  • storia personale

  • cultura

  • esperienze pregresse

  • aspettative

Come sottolinea Peter O’Sullivan, il cambiamento richiede tempo e il paziente deve essere pronto.

E sì, siamo probabilmente la prima generazione di clinici che affronta questo processo su larga scala: sbagliare fa parte del percorso.


 

⏱️ Gestire il tempo in modo adeguato

Le conversazioni sul cambiamento delle credenze:

  • non vanno fatte di fretta

  • non funzionano negli ultimi 5 minuti di una seduta

I pazienti che necessitano di educazione, rassicurazione e terapia psicologicamente informata dovrebbero avere:
? almeno 30 minuti dedicati

Dieci o quindici minuti non bastano ⛔


 
https://fyzicalpbc.com/wp-content/uploads/2023/03/fyzical-listening-clinician.jpg

 

? Rallentare (davvero)

Uno degli errori più comuni è andare troppo veloci.

Le cause possono essere:

  • pressione del tempo

  • cliniche molto affollate

  • paura che il paziente “non stia migliorando”

  • disagio del clinico nel lavorare sul comportamento

Eppure:

  • la maggior parte dei pazienti apprezza essere ascoltata

  • alcuni devono provare e fallire prima di essere pronti

  • alcuni non saranno mai soddisfatti, qualunque cosa si faccia

Il vero trucco? Rallentare ?‍♂️

A volte basta fermarsi, respirare profondamente e rientrare nella relazione terapeutica.


 

? Ascolto attivo e riflessivo

L’ascolto attivo non è un optional, ma una competenza clinica centrale.

È la base su cui si costruisce:

  • alleanza terapeutica

  • fiducia

  • disponibilità al cambiamento


 

? Riconoscere e validare le credenze del paziente

Molte credenze dei pazienti sono state, in passato, anche le nostre:

  • “dolore = danno”

  • “serve una risonanza per capire”

  • “la chirurgia è la soluzione”

Validare non significa essere d’accordo, ma far sentire il paziente ascoltato.

Frasi utili possono essere:

  • “È una preoccupazione comune”

  • “Capisco perché possa pensarla così”

  • “Mi racconti di più”

Chiedere da dove nascono queste convinzioni (internet, amici, altri professionisti) è spesso illuminante ?


 

✋ Chiedere il permesso

Sfidare direttamente le credenze senza consenso è il modo più rapido per:
? perdere l’alleanza terapeutica

Prima di proporre una nuova prospettiva, chiedere il permesso:

  • “Va bene se ne parliamo?”

  • “Posso condividere un punto di vista diverso?”

Questo semplice passaggio cambia radicalmente la qualità della comunicazione.


 

? Rendere tutto rilevante per il paziente

L’educazione al dolore funziona solo se:
? è rilevante per la persona che abbiamo davanti

Un esempio classico è quello dell’ernia del disco:

  • vecchi modelli = struttura fragile

  • modelli attuali = capacità di adattamento e guarigione

Ma il messaggio deve essere contestualizzato, non standardizzato.


 

? Approcci multipli + educazione e movimento

Non esiste un’unica strategia vincente:

  • analogie diverse

  • linguaggi diversi

  • esperienze pratiche

Le evidenze mostrano che educazione + movimento funziona meglio della sola educazione ?‍♂️

Il paziente deve sentire ciò che sta imparando.


 

⏳ Pazienza e tempismo

Il cambiamento delle credenze:

  • è lento

  • è spesso frustrante

  • non è lineare

Sapere quando insistere e quando fermarsi è una competenza clinica avanzata.

Non serve cambiare tutte le convinzioni di tutti i pazienti.

Spesso è sufficiente lavorare su:

  • ritorno graduale all’attività

  • esercizio ben tollerato

  • salute generale fisica e psicosociale ?


 

? Sapere quando inviare ad altri professionisti

Non tutti i clinici devono fare tutto.

In presenza di:

  • fobie importanti

  • PTSD

  • disregolazione emotiva significativa

è fondamentale lavorare in équipe, collaborando con professionisti della salute mentale.

Questo non indebolisce il fisioterapista: lo rende più efficace.


 

✅ Conclusione

Il cambiamento delle credenze è uno degli aspetti più impegnativi ma anche più gratificanti della riabilitazione moderna.

Richiede:

  • tempo

  • ascolto

  • pazienza

  • flessibilità

Accettare che non sempre si avrà successo, sapere rallentare e preservare l’alleanza terapeutica sono competenze tanto importanti quanto la tecnica manuale o l’esercizio terapeutico ??


 

? Corsi consigliati New Master sul dolore e sul cambiamento delle credenze

Per sviluppare competenze solide nella gestione del dolore, nella comunicazione clinica e nel ragionamento terapeutico, New Master consiglia percorsi formativi specifici:

? Percorso Maitland

Il percorso Maitland fornisce una struttura rigorosa di:

  • clinical reasoning

  • valutazione soggettiva approfondita

  • integrazione tra sintomi, comportamento e risposta al trattamento

È una base fondamentale per lavorare in modo efficace anche sul cambiamento delle credenze del paziente.

? Masterclass sul dolore con Steven Linton

La masterclass con Steven Linton, uno dei massimi esperti mondiali di psicologia del dolore, approfondisce:

  • fattori psicosociali

  • credenze disadattive

  • strategie basate sull’evidenza per la prevenzione della cronicizzazione

Un completamento ideale per chi vuole integrare scienza del dolore e pratica clinica.

Immagine di Scritto da Eric Bowman
Scritto da Eric Bowman

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