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Valutare i disordini temporo-mandibolari (DTM): un approccio pratico e clinico

Tabella dei Contenuti

Valutare i disordini temporo-mandibolari (DTM): un approccio pratico e clinico

? La valutazione dei disordini temporo-mandibolari (DTM), resa semplice

Il dolore mandibolare o la limitazione dei movimenti della bocca possono avere un impatto significativo sulla vita quotidiana dei pazienti: parlare, mangiare, sbadigliare o concentrarsi diventano attività difficili.

I disordini temporo-mandibolari (DTM) rientrano a pieno titolo nell’ambito della riabilitazione muscoloscheletrica, ma molti fisioterapisti ammettono di sentirsi poco sicuri nella loro valutazione, preferendo delegare la gestione ad altri specialisti.

Riconoscere i propri limiti è corretto.

Ma è altrettanto importante sapere che oggi esistono criteri diagnostici basati sull’evidenza che permettono anche al fisioterapista di inquadrare in modo chiaro, strutturato e sicuro i principali DTM.


 

? Cos’è un disordine temporo-mandibolare (DTM)

I DTM comprendono un ampio spettro di condizioni dolorose e non dolorose che coinvolgono:

  • l’articolazione temporo-mandibolare (ATM)

  • i muscoli masticatori

  • le strutture correlate

I sintomi più comuni includono:

  • ? dolore alla mandibola, al viso o alla testa

  • ? rumori articolari (click, scrosci, crepitii)

  • ↔️ limitazioni o deviazioni nei movimenti mandibolari

  • ? disturbi associati come cefalea o fastidio auricolare

La prevalenza è stimata intorno al 4% della popolazione, con un’elevata tendenza alla recidiva (fino al 65%).

Le donne risultano più colpite rispetto agli uomini, con un rapporto di circa 4:1.


 

⚠️ Principali fattori causali

I DTM hanno un’eziologia multifattoriale. Tra le cause più comuni troviamo:

  • ? Macrotraumi

    (chirurgia dentale, intubazione, traumi diretti)

  • ? Microtraumi ripetuti

    (bruxismo, serramento, masticazione eccessiva di chewing-gum)

  • ? Fattori psicosociali

    (stress, ansia, depressione)

Comprendere questa complessità è fondamentale per evitare approcci riduzionistici.


 

? I criteri DC/TMD: la chiave per una valutazione strutturata

Per rendere la diagnosi più ripetibile e basata sull’evidenza, sono stati sviluppati i Diagnostic Criteria for Temporomandibular Disorders (DC/TMD).

Questo sistema si articola su due assi complementari:

? Asse I – Diagnosi fisiche

  • identifica i DTM miogeni e artrogeni

  • utilizza test clinici standardizzati

  • si focalizza sugli aspetti strutturali e funzionali

? Asse II – Fattori psicosociali

  • valuta l’impatto del dolore sulla qualità di vita

  • include ansia, depressione, coping e disabilità

? L’integrazione dei due assi consente una valutazione realmente biopsicosociale e un piano terapeutico personalizzato.


 

? Disordini miogeni dell’ATM

Le disfunzioni muscolari sono tra i DTM più frequenti.

? Mialgia

Caratteristiche tipiche:

  • dolore localizzato a massetere o temporale

  • dolore evocato o aggravato dai movimenti mandibolari

  • dolore “familiare” durante palpazione o apertura massima

? Dolore miofasciale

Condivide le caratteristiche della mialgia, ma con:

  • irradiazione del dolore verso denti, orbita, mandibola inferiore

? Un’anamnesi accurata e una palpazione sistematica permettono di distinguere con buona affidabilità le forme muscolari da quelle articolari.


 

? Disordini artrogeni dell’ATM

Coinvolgono direttamente le strutture articolari.

? Artralgia

  • dolore localizzato all’ATM

  • peggioramento con funzione o movimenti mandibolari

  • dolore evocabile alla palpazione del polo laterale

? Sublussazione

  • il condilo supera l’eminenza articolare

  • blocco temporaneo in apertura

  • necessità di auto-manovra per chiudere la bocca

? Spostamento del disco

  • con riduzione → click udibile, apertura conservata

  • senza riduzione → apertura limitata (< 40 mm)

? Malattia degenerativa dell’ATM

  • alterazioni ossee del condilo o dell’eminenza

  • crepitii e rigidità articolare

  • più frequente nei soggetti adulti/anziani


 

✅ Conclusioni

La valutazione dei DTM può sembrare complessa, ma l’utilizzo dei criteri DC/TMD la rende:

  • chiara

  • ripetibile

  • scientificamente fondata

Riconoscere correttamente i sottotipi miogeni e artrogeni permette di:

  • orientare il trattamento

  • migliorare la comunicazione interdisciplinare

  • offrire una presa in carico realmente efficace

Integrare la valutazione fisica con la comprensione dei fattori psicosociali significa prendersi cura non solo della mandibola, ma della persona nella sua globalità ?


 

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Immagine di Scritto da Elsie Hibbert
Scritto da Elsie Hibbert

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